fbpx

CALENDARIO DI GIUGNO 2022

Il mese di giugno è tradizionalmente dedicato al SCRO CUORE DI GESU’. Tutte le sere,  prima della Messa vespertina c’è la recita del Rosario e le Litanie del Sacro Cuore e poi, al termine della Celebrazione , la preghiera al Cuore di Gesù. Questo mese  vede anche la grande VEGLIA DI PENTECOSTE (sabato 4) poi  GIOVEDI’ 16 la FESTA DEL CORPUS DOMINI con la PROCESSIONE EUCARISTICA che ripercorrerà nuovamente le vie della Città  dopo lo stop dovuto alla pandemia. Tanti importanti appuntamenti per crescere nello spirito e ritrovarci a pregare insieme.

Il calendario, come al solito, lo trovate nell’ appossita pagina .

Sesta domenica di Pasqua. 22 maggio 2022

Vi dò un comandamento nuovo: AMATEVI! 

Ma l’abbiamo capito di cosa parla Gesù? Sembra di no. Pare semplice rispettare questo comandamento. Ma non è facile per niente,… anzi.  Si dice che l’ Evangelista Giovanni, ormai sul letto di morte, ripeteva: “figli miei, amatevi gli uni gli altri! Amatevi!”  come se dovesse rendere ancora più incisivo il richiamo che Gesù fece ai suoi Discepoli prima di ascendere al cielo. Gesù aggiunge pure…”COME IO HO AMATO VOI!” e la cosa si complica ancor di più.   Amare come lui ci ha amati significa dimenticarci completamente di noi stessi e pensare solo agli altri aiutandoli in tutto, correggendo, si, i loro errori ma permettendo loro di fare altrettanto con noi. Farci prossimo è cercare di vedere nell’ altro il volto di Gesù. Pensare che tutto quello che faccio agli altri è come se lo avessi fatto a Lui…Gesù mi dice anche: “L’ HAI FATTO A ME!” (Mt. 25, 40)  Ho avuto fame, sete, ero disperato, solo, emarginato, senza lavoro, senza speranza, senza gioia, senza casa… e tu cosa hai fatto? Mi HAI AMATO? Mi AMI? Se pensi di saper amare come ti ha amato Gesù, che è morto per te, beato te! Ma, credo che lo Spirito Santo, del quale già da oggi Gesù comincia a parlare, (l’abbiamo ascoltato nel Vangelo) debba illuminare la nostra mente per  capire COME SI AMA VERAMENTE, aiutandoci a comprendere che il Cristiano, il figlio di Dio,  AMA VENTIQUATTR’ ORE SU VENTIQUATTRO  PER 365 GIORNI L’ ANNO SENZA SE E SENZA MA!  Buona domenica. (FG)

Calendario del Mese di Maggio

Ave Maria piena di Grazia! Questa  è la preghiera che caratterizza il mese di Maggio detto anche “MESE MARIANO” e tanti sono gli appuntmenti che vivremo in questo periodo pregando la Vergine Maria. Ci sarà la Supplica alla Madonna di Pompei, la festa della Madonna di Fatima e l’ Atto di consacrazione a Maria il 31. Comunque, tutte le sere e per tutto il mese, alle 17,50 il S. Rosario meditato, la S. Messa e la Prghiera a Maria davanti all’ altare a Lei dedicato, rafforzeranno il legame cristiano e filiale che ciascuno di noi ha con la Mamma Celeste. Tutti gli altri appuntamenti del mese come al solito, potrete consutarli nell’ apposita pagina dove troverete  il pdf del calendario che oggi è stato distribuito nelle nostre tre Chiese.

ALLELUIA! CRISTO E’ RISORTO!

«Se Gesù è vivo, questo mi basta! Se lui vive, io vivo, poiché la mia vita dipende da Lui. Egli è la mia vita, è il mio tutto. Cosa dunque potrebbe mancarmi, se Gesù è vivo ? Ancora meglio: Che tutto il resto mi manchi, non mi importa, purché Gesù sia vivo !». (Guerrico d’Igny).
Santa Pasqua!

V° domenica di Quaresima: “chi di Voi è senza peccato….”

Gv. 11, 1-45: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei.”

Chi di noi è senza peccato? Possiamo dire con certezza,  di esserci sempre comportati secondo gli insegnamenti di Gesù? Egli ci ha insegnato come si ama, come lo si deve fare! Certo, è difficile vivere nell’ amore,  quello VERO e che Lui ha vissuto in prima persona. Un amore a 360° che valica tutti gli ostacoli e che presuppone una fortezza di spirito non indifferente per resistere a quell’ io, insito in ciascuno di noi, il quale non ci rende consapevoli di vivere nel peccato. Viviamo nel peccato, perchè non viviamo nell’ amore. Vivere nell’ amore,  è farlo  in quella carità che tutto crede, tutto spera, tutto sopporta, che non si vanta, non manca di rispetto e non tiene conto del male ricevuto….se  vivessimo  in questo modo la carità (che è amore) dice bene S. Paolo “la carità non avrà mai fine”.  La Carità, l’ amore, non avranno mai fine perchè Dio è amore eterno e anche noi  saremo   eterni se vivremo nella carità. La misericordia di Dio non ha limiti. Gesù è pronto a riaccoglierci ogni qual volta non amiamo, ma richiama anche noi come la donna del Vangelo di oggi “NON TI CONDANNO, MA D’ ORA IN POI NON PECCARE PIU'”. Non ti respingo anzi, ti abbraccio con amore di Padre, ma anche tu  AMA, AMA, AMA! e fallo davvero, senza compromessi e senza titubanze AMA COME TI AMO IO! Questo oggi ci dice Gesù, il quale tra  qualche giorno, contempleremo inchiodato ad una croce….per amore! (F. Giannini)

CALENDARIO DI APRILE

Questa sera (02/04) al termime della S. Messa prefestiva e domani ad ogni Celebrazione, verrà distribuito in forma cartacea il Calendario del mese di APRILE che qui, invece potete consultare in forma digitale. E’ un servizio in più che Vi offriamo in modo che possiate sempre essere aggiornati sulla vita parrocchiale. Questo mese è “particolare” rispetto agli altri perchè vivremo la SETIMANA SANTA con il TRIDUO PASQUALE. C’è poi la FESTA DI S. FERMINA e finalmente, terminate alcune restrizioni dovute al covid, si svolgerano nuovamente tutte le PROCESSIONI annesse a queste Celebrazioni. Leggendo il Calendario, pubblicato nell’ apposita pagina, potrete tenervi aggiornati su date ed orari. Buona lettura!

E’ MANCATO IL PAPA’ DEL NOSTRO VESCOVO

Ci uniamo al dolore  del nostro Vescovo Gianrico per la morte del Papà Arnaldo.  Gli siamo vicini con la preghiera ed invochiamo per il caro Papà il riposo eterno tra le braccia del Signore.

Le esequie saranno celebrate mercoledì 30 marzo alle ore 11 presso la Chiesa Cattedrale di San Francesco d’Assisi in Civitavecchia.

OGGI INIZIA L’ ORA LEGALE

Cari Amici, con il cambio dell’ ora, anche alcuni orari delle Celebrazioni Eucaristiche subiscono qualche variazione. Si tratta SOLO DELLE S. MESSE VESPERTINE CHE SARANNO CELEBRATE SIA NEI GIORNI FERIALI SIA IN QUELLI FESTIVI

ALLE ORE 18,30 IN CATTEDRALE,

ALLE 17,30 A S. MARIA 

ALLE 18,00 ALLA SANTISSIMA CONCEZIONE (GHETTO)

Domenica 27 marzo: QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA. “Della gioia.”

Lc. 15,1-3.11-32: “Questo tuo fratello era morto ed tornato in vita.”

Questa volta ad avvicinarsi a Gesù per ascoltarlo, sono i pubblicani e i peccatori. “Tutti”, sottolinea il Vangelo. E il Signore li accoglie, ci parla, ci mangia insieme, li invita al banchetto. Fa di più, cambia il loro nome: da “questo peccatore” a “tuo fratello”, da “tuo servo” a “mio figlio”…….”Mangiamo e facciamo festa”. È il plurale dell’amore che spartisce, moltiplica la gioia; l’opposto delle parole del ricco accentratore: “Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti!”. “Radice del peccato è la cattiva opinione sul Padre, comune sia al maggiore che al minore. L’uno, per liberarsene, instaura la strategia del piacere. L’altro, per imbonirselo, instaura la strategia del dovere. Ateismo e religione, nihilismo e vittimismo scaturiscono da un’unica fonte: la non conoscenza di Dio”. Ognuno di noi è il minore; ognuno è il maggiore. Conta il Padre, il solo capace di ritrovarci come figli. Questo è il miracolo che esige la festa.
Nell’ordine della salvezza e del rapporto con Dio “tutto è grazia”. Lo dice bene Søren Kierkegaard: Il contrario del peccato non è la virtù. Ma la fede. Una fede che fa aprire gli occhi sul tuo nulla e sul tutto di Dio, sulla tua miseria e sulla sua misericordia. Penso alle coppie in crisi, dove ciascuno ritiene di trovarsi dalla parte della ragione. Se non si demolisce questa presunzione, non ci sarà dialogo e soprattutto non potrà emergere un sano rispetto della diversità altrui. Amarsi da “peccatori” consapevoli è forse il modo autentico di esprimere l’amore. (don Angelo Sceppacerca)

Domenica 20 marzo: TERZA DOMENICA DI QUARESIMA. “Della conversione.”

Lc. 13, 1-9 : “Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.”

Anche oggi Gesù ci invita alla conversione.  Questo  invito, dovremmo invece prenderlo come un richiamo forte e impegnarci sul  serio a cambiare rotta e convergere verso un qualcosa di diverso che ci cambi  in meglio. Non  dobbiamo credere che ci siano vie intermedie tra una vita convertita al Vangelo e una vita non convertita.  Invece di lamentarci del passato e di preoccuparci per il futuro dovrebbe catturarci  la bellezza di vivere il presente.  Un presente dove sappiamo che al di là di ogni nostro rifiuto, Gecù  rinnova sempre la possibilità di migliorarci nel Suo amore.  Le nostre giornate,  “brutte o belle”  non sono tali  perchè   Lui  gli fà prendere una certa piega. Siamo noi con la libertà   donataci, a doverle gestire in modo che siano fruttuose e profonde, con un quotidiano desiderio  di conoscerlo  e di entrare in relazione con Lui.  Incrociare il Suo sguardo quotidianamente ci aiuta a convertirci e salvarci. La conversione è  modifica di comportamenti,  trasformazione del pensiero, un modo  nuovo di interpretare la vita. “Il fico che non dà frutti andrebbe tagliato”… e non dobbiamo essere come quel fico! Gesù lo concima quotidianamente,  a noi il compito di acquisirne i benifici,  a noi la responsabilità di…non essiccare e venire tagliati. Fabrizio Giannini

Seconda domenica di Quaresima: “la Trasfigurazione”

“In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. E mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante.”  Lc 9, 28-29

Il cammino quaresimale è iniziato da poco. Sentiamoci anche noi “presi” da Gesù e portati sul monte. La salita non è facile, ma c’è con noi il Maestro. Lui non ci lascia soli, non ci abbandona. A volte, come i tre apostoli, non riusciamo a capirlo, siamo tentati dal sonno. Ma Gesù non procede da solo. “Non è un eroe solitario”. Vuole farci fare un’esperienza trasfigurante. Vuole farci entrare nella preghiera con lui.
Scrive l’evangelista che “mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante”. Era tale il mutamento del volto che ebbe riflesso anche nelle vesti. Quel giorno la preghiera fu particolarmente intensa. Gli apostoli rimangono come storditi e Pietro fa una proposta strana: vorrebbe rimanere lì sul monte per sempre. Tuttavia, in quell’evento meraviglioso non manca una nube che li avvolge e li riempie di paura. Sarà solo Gesù che li salva con la sua presenza di luce. Così avviene sempre per noi: nei momenti duri, nel dubbio, nel dolore Gesù può trasfigurarci. “E’ la rottura del limite, è contemplare quanto è buono il Signore”. (Sr. Curti)

Prima domenica di Quaresima

Leggevo un’ intenzione della preghiera dei fedeli di questa domenica che dice così: “Perché sappiamo sempre credere nella forza dell’unione che c’è tra noi e Te, più stabile delle distrazioni che comportano le tentazioni del momento.” Credere nella forza dell’ unione tra noi e Dio. Penso sia questo che ci manca. Perchè la condivisione vera, se pur libera, del nostro quotidiano con il Signore, ci tiene lontani dalle distrazioni le quali, come cita giustamente l’ orazione, ci portano alle tentazioni. Le distrazioni del quotidiano non mi permettono di proclamare: «Gesù è il Signore!» e mi chiedo,  “credo veramente che Dio lo ha risuscitato dai morti? Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza, lo dice Paolo nella seconda lettura di oggi (Rm. 10, 8-13).  E’  questione di testimoniare la  convinzione che quell’ uomo-Dio appeso allo  scandalo della croce, mi ha salvato perchè mi ama a dismisura. Con questa certezza le  mie distrazioni non possono deviarmi. Quella croce non può essere solo un orpello da esporre in casa ed essere dimenticato. Da colui che lì è appeso, parte la domanda: “Vuoi essere unito a me?” e su quel motivo mi viene fatta anche  un’ altra domanda (questa volta da Paolo Rm 8,35.37-39 ) “chi ti separerà dall’ amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?…il non aver ceduto alla tentazione deve riuscire a farmi dire con Paolo: “Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarmi dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.” E allora l’ augurio per un buon cammino quaresimale, lo riprendo dall’ orazione  conclusiva della preghiera dei fedeli che ho citato all’ inizio: “O Padre, tu sei l’unico Signore che lascia liberi i suoi servitori, aiutaci a non cercare gloria lontano da te per trovare poi solo catene e disperazione.”  F. Giannini

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA

Come intraprendere il cammino quaresimale senza dare ascolto al grido del mondo? San Paolo nella sua Prima Lettera ai Corinzi dice: «Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?» (3,16). Poi aggiunge: «se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme» (12,26). Allora, come iniziare l’itinerario quaresimale quando diverse membra dell’unico corpo, nel corso del tempo umanamente inteso, sono distrutte in diverse parti del mondo, particolarmente in questo momento in Ucraina, ma anche in Mali, in Camerun, in Ciad, etc.? Tutto questo proviene dal cuore dell’uomo non dalla volontà di Dio. Ma questi lontani Paesi sono purtroppo anche i nostri ambienti di vita, di lavoro, di tempo libero. Per questo l’accoglienza, l’invito di Gesù a lasciarci riconciliare con Dio da Gesù Cristo stesso, suo Figlio amatissimo, non può essere passiva. Questo è il messaggio forte del Mercoledì delle Ceneri. In effetti, proprio Gesù ci rivela la disponibilità di Dio a farci l’immenso dono della Riconciliazione. Ciò diventa realtà concreta, se soltanto permettiamo che il nostro cuore accolga il dono di Dio, vale a dire non si chiuda alla sua Misericordia. Solo se il dono della Misericordia di Dio è veramente accolto, inizia il vero cammino di conversione. Parlare di conversione significa dunque ridare il vero senso alla vita, imprimerle una direzione diversa da quella che porta a calpestare da un lato la dignità del fratello o della sorella nell’umanità, dall’altro la fraternità in Cristo Gesù. In altre parole, la conversione porta alla vittoria sulla tentazione del Maligno. Questa vittoria viene celebrata dove i rapporti sono riconciliati, e i diritti di ciascuno tutelati dall’impegno e dai doveri degli altri. Questo è il vero ritorno esistenziale al Signore, operato con tutto il cuore. Questo è il modo migliore di lacerare il cuore (Gioele 2,13). È in questo senso che il Santo Padre nel suo Messaggio ci esorta:«Se è vero che tutta la nostra vita è tempo per seminare il bene, approfittiamo in modo particolare di questa Quaresima per prenderci cura di chi ci è vicino, per farci prossimi a quei fratelli e sorelle che sono feriti sulla strada della vita (cfr Lc 10,25-37). La Quaresima è tempo propizio per cercare, e non evitare, chi è nel bisogno; per chiamare, e non ignorare, chi desidera ascolto e una buona parola; per visitare, e non abbandonare, chi soffre la solitudine. Mettiamo in pratica l’appello a operare il bene verso tutti, prendendoci il tempo per amare i più piccoli e indifesi, gli abbandonati e disprezzati, chi è discriminato ed emarginato (cfr Enc. Fratelli tutti, 193).»

(Riflessione di don Etienne)

OTTAVA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».

 Attraverso l’Evangelista, Gesù ci dice che dobbiamo essere consapevoli di commettere regolarmente errori. 
 La parabola del cieco che guida un altro cieco , sembra rivolta ai responsabili della comunità che reputano di essere i detentori della verità e per questo  superiori agli altri. Essi, sono guide cieche, perché non sanno distinguere  l’ispirazione dello Spirito dal loro egocentrismo. Il Maestro Gesù, non impartisce solo lezioni teoriche di vita ma a queste aggiunge una vera e propria TESTIMONIANZA DI VITA!  E’ lui il modello da imitare e seguire  quando arriva il dubbio e la tentazione…soprattutto quella di pensare di farcela da soli! Rischiamo di rimanere ciechi, senza sapere dove andiamo.
Nella parabola della pagliuzza negli occhi dei fratelli, veniamo incoraggiati a guardare loro con apertura totale, senza pregiudizio o peggio ancora giudicandoli senza prima esserci fatti un esame di coscienza.  Gesù ci chiede un atteggiamento di disponibilità  totale verso i fratelli lasciando da parte  la nostra presunzione di superiorità.
Con la parabola dell’albero che dà buoni frutti, dobbiamo capire che  credere veramente in Dio, significa praticare il bene altrui e non l’egoismo. Chi non si impegna ad imitare Gesù, ha il  cuore è sterile….non produce frutti di amore!
Non saremo giudicati attraverso la nostra facciata esterna, ma da cosa c’è dentro il nostro cuore, da quello che esso sà trasmettere.  Ricordiamo….Dio ci conosce e sà cosa c’è dentro ognuno di noi! La Quaresima che ci apprestiamo a vivere ci aiuti a cambiare direzione, senza la pretesa di farcela da soli. Porgiamo durante questo periodo, la nostra mano a Cristo, facciamoci “portare da lui”….allora si, la nostra vita avrà un senso! Buona domenica.

 

CALENDARIO DEL MESE DI MARZO

Eccoci a Marzo! e subito  entriamo nel primo dei TEMPI FORTI di questo 2022: LA QUARESIMA. Questo tempo liturgico ci accompagnerà  tutto il mese,  aiutandoci con i suoi percorsi spirituali,  a riscoprire il valore del nostro battesimo ed il senso del nostro essere “figli di Dio”.  Siamo chiamati a partecipare OGNI VENERDI’ alla celebrazione della VIA CRUCIS,  camminando dietro Gesù lungo la via del Calvario. Siamo invitati a partecipare alla preghiera ininterrotta per 24 ore  (dal 25), davanti a GESU’ EUCARISTIA esposto nelle  ormai tradizionali  “24 ORE PER IL SIGNORE”.  Viviamoli tutti questi momenti, ci aiuteranno ad incontrare  il Signore e riuscire a vederlo anche in coloro che camminano con noi.  Il Calendario, lo trovate come al solito nell’ apposita pagina del sito.

IL NOSTRO VESCOVO, NOMINATO ANCHE A PORTO-S.RUFINA(unita con la nostra Diocesi “in persona Episcopi”)

 

 

Papa Francesco ha nominato vescovo della diocesi suburbicaria di Porto-Santa Rufina monsignor Gianrico Ruzza, vescovo di Civitavecchia-Tarquinia e finora amministratore apostolico di Porto-Santa Rufina, unendo “in persona episcopi” le due diocesi. Lo ha comunicato sabato 12 febbraio la Sala Stampa della Santa Sede e in contemporanea monsignor Ruzza ha dato lettura della lettera di nomina nella curia vescovile di Porto-Santa Rufina.

 «Il cammino intrapreso insieme nei mesi scorsi, dal 5 maggio 2021, ci ha condotti – per volontà di Papa Francesco, cui va il mio pensiero di gratitudine e di piena comunione – a questo giorno. Ora, alla gioia che ho provato in veste di amministratore apostolico al mio ingresso nella nostra Diocesi suburbicaria, si aggiunge la consolazione. Sì, perché, assumendo la pienezza del ministero pastorale di Vescovo tra voi, desidero continuare a valorizzare le tante bellezze e potenzialità che ho potuto scoprire nei mesi scorsi. La consolazione è questa: camminare insieme, nella stagione del percorso solidale, è la scelta più autentica per rinnovare lo slancio missionario e la passione di annunciare il Vangelo del Signore Gesù», ha detto monsignor Ruzza nel messaggio di saluto.

L’espressione latina “in persona episcopi” usata dalla Santa Sede indica che è un unico vescovo ad esercitare il ministero episcopale in due o più diocesi, mentre rimangono inalterate le strutture di ciascuna, come ad esempio le cattedrali, gli uffici di curia e gli organismi di partecipazione.

Papa Francesco ha nominato vescovo della diocesi suburbicaria di Porto-Santa Rufina monsignor Gianrico Ruzza, vescovo di Civitavecchia-Tarquinia e finora amministratore apostolico di Porto-Santa Rufina, unendo “in persona episcopi” le due diocesi. Lo ha comunicato sabato 12 febbraio la Sala Stampa della Santa Sede e in contemporanea monsignor Ruzza ha dato lettura della lettera di nomina nella curia vescovile di Porto-Santa Rufina.

 «Il cammino intrapreso insieme nei mesi scorsi, dal 5 maggio 2021, ci ha condotti – per volontà di Papa Francesco, cui va il mio pensiero di gratitudine e di piena comunione – a questo giorno. Ora, alla gioia che ho provato in veste di amministratore apostolico al mio ingresso nella nostra Diocesi suburbicaria, si aggiunge la consolazione. Sì, perché, assumendo la pienezza del ministero pastorale di Vescovo tra voi, desidero continuare a valorizzare le tante bellezze e potenzialità che ho potuto scoprire nei mesi scorsi. La consolazione è questa: camminare insieme, nella stagione del percorso solidale, è la scelta più autentica per rinnovare lo slancio missionario e la passione di annunciare il Vangelo del Signore Gesù», ha detto monsignor Ruzza nel messaggio di saluto.

L’espressione latina “in persona episcopi” usata dalla Santa Sede indica che è un unico vescovo ad esercitare il ministero episcopale in due o più diocesi, mentre rimangono inalterate le strutture di ciascuna, come ad esempio le cattedrali, gli uffici di curia e gli organismi di partecipazione.

(dalla pagina del sito diocesano)