“Voi siete la luce del mondo.” Quinta domenica del tempo ordinario

“Voi siete il sale della terra” (Mt 5,13), dice Gesù a ciascuno di noi. Di sicuro siamo soddisfatti per la stima che il Maestro ripone in noi. Egli, infatti, trasforma le nostre debolezze, i nostri punti deboli, la nostra persona nel luogo in cui rifulge, se vogliamo, la luce della verità. Perché la luce possa abitare in noi, risplendere nel mondo e rendere il sale invitante, è indispensabile assumere l’atteggiamento di efficienza e di semplicità, così come ci conferma san Paolo quando parla di “timore e trepidazione” (1Cor 2,3). In concreto, è necessario essere cristiani adulti, vivere nel servizio agli altri con responsabilità.
Certo, è difficile essere testimoni responsabili e adulti. Lo stesso sale è elemento delicato, se si esagera con la dose si rischia di perdere tutta la pietanza. Però, molti dei mali della Chiesa provengono dalla presenza di cristiani non adulti, che scelgono di farsi ascoltare più che ascoltare, che adottano l’autoritarismo invece del dialogo, che preferiscono il potere al posto del servizio, che mettono da parte la responsabilità e l’altruismo per scegliere il delitto, l’egoismo. Questo male è la superbia, l’ostinata volontà di sostituirsi al Signore. Il Maestro ha detto che noi siamo il sale non i dosatori: affidiamoci a Lui per la pastorale, per quello che siamo chiamati a svolgere nella settimana, con serenità.
Il sale cui fa riferimento Gesù, e di cui diveniamo testimoni viventi è il simbolo dell’ospitalità, dell’amicizia che resiste all’odio, all’indifferenza e alle opinioni; per questo la verità e l’annuncio evangelico passa sempre attraverso la nostra attitudine a condividere il pane e la nostra stessa esistenza con gli altri, con gli ultimi, i più piccoli.