ORDINATI TRE DIACONI PERMANENTI

Domenica scorsa, per la preghiera consacratoria e l’ imposizione delle mani del nostro Vescovo Luigi, sono stati ordinati Diaconi: Carlo Campetella, Pierluigi Capuani e Valeriano Romanelli. Si aggiungono agli altri sedici Diaconi e sono rispettivamente delle Comunità parrocchiali della SS.ma Trinità, di S. Francesco di  Paola e S. Gordiano dove eserciteranno questo ministero che basa tutto la sua essenza sulla CARITA’, come ha ben spiegato il Vescovo durante l’ omelia che vi proponiamo nel video che segue e nel quale potrete  seguire i momenti più salienti della Celebrazione.

28a domenica del tempo ordinario: Salmo 22 “abiterò per sempre nella casa del Signore”

“Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio”. (Mt 22,2)

Il regno dei cieli è simile a una festa. Eppure nella affannata città degli uomini nessuno sembra interessato: gli invitati non vogliono venire… forse temono una festa senza cuore, il formalismo di tutti, l’indifferenza reciproca. Non vogliono venire, forse perché presi dai loro affari, dalla liturgia del lavoro e del guadagno, dalle cose importanti da fare; non hanno tempo, loro, per cose di poco conto: le persone, gli incontri, la festa. Hanno troppo da fare per vivere davvero…È bello questo Dio che, quando è rifiutato, anziché abbassare le attese, le alza: chiamate tutti! Che non si arrende alle prime difficoltà, e che non permette, non accetta che ci arrendiamo, con Lui c’è sempre un «dopo». Un Re che apre, allarga, gioca al rilancio, va più lontano; e dai molti invitati passa a tutti invitati: ed entrano tutti, cattivi e buoni. Addirittura prima i cattivi… Non perché facciano qualcosa per lui, ma perché lo lascino essere Dio! Alla fine la sala si riempie di commensali. Lo immagino così il Paradiso, come quella sala, pieno non di santi ma di peccatori perdonati, di gente come noi. (P. E. Ronchi). Di seguito il video della S. Messa di questa mattina alle 10,30.

XXVII° domenica: La vigna del Signore è la casa d’Israele.

L’uomo dei campi, il nostro Dio contadino, guarda la sua vigna con gli occhi dell’amore e la circonda di cure: che cosa potevo fare di più per te che io non abbia fatto? Canto d’amore di un Dio appassionato, che fa per me ciò che nessuno farà mai…..Nelle vigne è il tempo del raccolto. Per noi lo è ogni giorno: vengono persone, cercano pane, Vangelo, giustizia, coraggio, un raggio di luce. Che cosa trovano in noi? Vino buono o uva acerba?
La parabola cammina però verso un orizzonte di amarezza e di violenza. In contrasto con la bassezza dei vignaioli emerge la grandezza del mio Dio contadino , un Signore che non si arrende, non è mai a corto di meraviglie, non ci molla e ricomincia dopo ogni rifiuto ad assediare il cuore con nuovi Profeti e servitori, e infine con il Figlio….Il sogno di Dio non è né il tributo finalmente pagato (non ne parla più) né la condanna a una pena esemplare per chi ha sbagliato, ma una vigna, un mondo che non maturi più grappoli rossi di sangue e amari di lacrime, che non sia una guerra perenne per il potere e il denaro, ma che maturi una vendemmia di giustizia e di pace, la rivoluzione della tenerezza, la triplice cura di sé, degli altri e del creato. (Riflessioni di P. E. Ronchi)

Seguite la celebrazione della S. Messa odiera (prefestiva di ieri sera). Buona partecipazione, specialmente ai malati e a chi si trova impossibilitato a frequentare  personalmente!

 

1 ottobre 2017 – XXVI domenica tempo ordinario: Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù. (Fil. 2, 1-11)

FESTA PARROCCHIALE DI S. VINCENZO MARIA STRAMBI

Oggi, celebriamo qui in Cattedrale, dove ne sono conservate le reliquie, la festa di S. VINCENZO MARIA STRAMBI.

Nacque il 1° gennaio 1745 a Civitavecchia, dove il padre aveva aperto una farmacia.
A 15 anni, vinte le resistenze del genitore, il 4 novembre 1762 entrò nel seminario di Montefiascone ricevendo la tonsura e gli Ordini minori. Frequentò il Collegio Nuovo di Roma , uditore dei domenicani a Viterbo. Divenne diacono il 14 marzo 1767 a Bagnoregio ove poi a novembre entrò come Rettore del Seminario. Fu consacrato sacerdote sempre a Bagnoregio il 19 dicembre 1767.Chiamato per vocazione ad una vita più religiosa trovò la sua strada nella Congregazione dei Passionisti di san Paolo della Croce, dopo essere stato respinto dai Lazzaristi e dai Cappuccini.Novizio con il nome di Vincenzo Maria e nonostante parecchie obiezioni del padre, poté fare la sua professione il 24 settembre 1769.Iniziò e poi divenne famoso come predicatore, da solo o in gruppo di missionari fra la gente dell’Italia Centrale, esercitò varie volte l’apostolato insieme a s. Gaspare del Bufalo. Popolarissimo a Roma predicò più volte anche davanti al Collegio Cardinalizio.Salì molti gradi nella gerarchia del suo Ordine, fino a diventare postulatore generale dal 1792 alla morte.Fu direttore spirituale di tante anime elette come la ven. Luisa Maurizi e la beata Anna Maria Taigi.Il 5 luglio 1801, venne nominato vescovo di Macerata e Tolentino. Costruì un nuovo seminario in cui profuse ogni attenzione, come la scelta dei professori, l’accoglienza personale di ogni singolo seminarista, teneva personalmente lezioni ogni settimana favorì le lezioni di canto gregoriano.Con la filatura della canapa creò un giro economico per aiutare i poveri. Ampliò l’orfanotrofio dei Padri Somaschi, e il Conservatorio di Tolentino, eresse un ricovero per i vecchi. Particolare attenzione la diede all’organizzazione del catechismo con scuole appropriate e anche per gli adulti.Rifiutò di prestare giuramento di fedeltà all’imperatore Napoleone, secondo le leggi vigenti, che purtroppo videro lo scioglimento e la dispersione di vari Ordini religiosi e per questo fu relegato a Novara per un anno e nell’ottobre 1809 venne trasferito a Milano ospite dei Barnabiti e poi di varie persone dell’alta borghesia e nobiltà.Il papa, dietro le sue pressanti richieste lo esonerò dalla sede vescovile di Macerata e lo volle presso di sé come consigliere, compito che espletò per quaranta giorni; colpito da apoplessia, morì il 1° gennaio 1824(nello stesso giorno che era nato), fu sepolto nella basilica dei ss. Giovanni e Paolo.Il 12 novembre 1957 il suo corpo venne traslato nella chiesa di s. Filippo in Macerata. Delle sue opere di ascetica e devozione sono state stampate molte edizioni. Beatificato il 26 aprile 1925 da Pio XI, canonizzato da Pio XII l’11 giugno 1950.Nel calendario proprio della Congregazione dei Passionisti la memoria viene celebrata il 24 Settembre.

Oggi, Vi offriamo l’ audio della liturgia della Parola di Dio  e dell’ omelia di don Cono alla Messa delle 10,30.