XXV DOMENICA: Mt. 20, 1-16 “così gli ultimi saranno primi e i primi ultimi”

Liberati e perdonati, i nostri pensieri sono lontani da quelli del  del Signore . È quello che Gesù ci dice nella parabola odierna. “Il regno dei cieli”  è l’incontro fra Dio, che vuole tutti salvi, e la nostra storia, trasformata e redenta con il sangue di Gesù. In Lui, nella sua opera d’amore, ogni uomo può trovare la verità, la condizione necessaria per realizzarsi come uomo e come figlio di Dio. “Il padrone di casa uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna” . Dio non attende l’iniziativa dell’uomo. Cristo è una persona non una idea, che cerca la creatura. Quando l’ha trovata e questi ha risposto al Suo amore, la rende testimone del Suo regno. Essere testimone del regno significa che ogni cristiano è chiamato a servire il padrone: Cristo. Qual è la paga che il Signore riserva a coloro che hanno risposto al suo invito? È Cristo la nostra paga, la Sua  presenza che conforta nelle afflizioni, che dona la forza per superare gli ostacoli quotidiani, che elargisce la pace e la consapevolezza che siamo amati nonostante tutto. La paga è ottenuta, ma è facile pure che i nostri sguardi possano rivolgersi verso l’egoismo e la disumanità. Cristo invece ci invita a rimanere con Lui, ad essere sensibili, buoni con tutti; a coinvolgere ognuno nell’opera d’amore, a dare spazio a ciascuno e non sentirci più grandi di chi è arrivato dopo di noi e ci ammonisce…”GLI ULTIMI SARANNO PRIMI E I PRIMI ULTIMI!”

Raccomandandovi di partecipare all’ Eucarestita domenicale in parrocchia, offriamo a chi è impossibilitato a parteciparvi, la ripresa di quella odierna delle ore 12. Al momento della comunione, la voce guida vi aiuterà a recitare la “comunione spirituale”. Buona visiione e buona domenica!

24ma domenica del tempo ordinario anno “A”: Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. Sir. 27, 33-28,9

Domenica scorsa abbiamo riflettuto sulla correzione fraterna. Oggi il brano del Vangelo, proseguendo il capitolo 18 di Matteo, si incentra sui rapporti all’ interno della comunità affrontando il tema del perdono. La domanda di Pietro rivolta a Gesù su quante volte bisogna perdonare, può sembrare banale. Invece, considerando il contesto ebraico sottoposto a miriadi di leggi, effettivamente non si sapeva come comportarsi in questi contesti. Gesù sostiene che bisogna perdonare non solo in alcuni occasioni, ma fino a settanta volte sette, cioè sempre. E si è chiamati a perdonare anche i nostri nemici, e chi ripaga il nostro bene con il suo male. A maggior precisazione Gesù, racconta la parabola dei due debitori ed illustra i caratteri del perdono, mettendone in risalto l’ urgenza e la necessità. Il padrone arriva a condonare il debito del servo, una cifra astronomica, perché ha pietà di lui. La stessa persona a cui è stato condonato il debito, si comporta in modo malvagio verso chi gli è debitore di pochi denari. In fondo, è il rapporto tra Dio che perdona sempre e l’uomo che fa fatica a vivere tale perdono. 

Devo imparare a perdonare, ricordando che  Dio mi ha perdonato per primo…..

Di seguito, la ripresa della S. Messa di oggi alle ore 12. Questi video sono diretti specialmente a coloro che per gravi impedimenti, non è possibile  partecipare all’ Eucaristia domenicale. Al momento della comunione, la voce guida vi aiuterà a recitare la “COMUNIONE SPIRITUALE”. Buona visione.

 

10 settembre: 23ma domenica:”Se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello.” Mt. 18, 15-20

La parola di Dio di questa domenica del tempo ordinario ci parla della correzione fraterna, la quale ha un valore ed un significato cristiano solo nella misura in cui si corregge l’altro per amore, con amore e senza minacciare vendetta e condanna, senza mettere al primo posto il proprio ruolo e la propria responsabilità o l’onore e l’orgoglio personale. In ogni correzione fraterna c’è di mezzo la dignità della persona umana e il rispetto anche della sua fragilità. Anche chi è in un posto di responsabilità, prima di correggere gli altri, dovrebbe domandarsi: ma io sono migliore del fratello che sta in errore? Solo Dio può correggere in modo vero, perché Dio ama l’uomo anche nella sua debolezza e gli tende la mano quando sta per annegare. Nessuno si deve fare maestro degli altri, né ritenersi superiore o più santo e perfetto dell’ altro, ma nella carità, nell’umiltà ci si corregge reciprocamente, perché ogni vera correzione va a beneficio del corretto e del correttore. Ricordiamo,  che la vera correzione si fa alla luce della parola del Signore e non in conformità al nostro modo di pensare. Io non sono il criterio per valutare e giudicare gli altri, ma solo Dio è giudice e questo giudizio lo si esprime in base a quanto la parola di Dio ci dice di fare.

Seguite il video della celebrazione di questa mattina che aiuta, attraverso la Parola di Dio e l’ omelia del Celebrante, ad approfondire questo tema. Vi ricordiamo che al momento della Comunione, attraverso la “voce guida” registrata in sottofondo, potrete recitare la “comunione spirituale”. Buona visione!

LA FESTA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

La nascita di Maria è il segno che Dio ha preparato per noi la salvezza: per questo ha preparato il corpo e l’anima della madre di Gesù, che è anche madre nostra. San Paolo nella lettera ai Romani scrive: “Quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo” (8,29). Questo è particolarmente vero per la Vergine santa, predestinata ad essere conforme all’immagine del Figlio di Dio e figlio suo. 
La solenne Concelebraziobe Eucaristica presieduta da P. Mario Betterio, Parroco della Basilica di S. Pietro in Vaticano e la Processione con l’ effige della Madonna delle Grazie, per le vie cittadine e nel porto hanno concluso i festeggiamenti in suo onore. Di seguito il video della celebrazione.