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QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA

Come intraprendere il cammino quaresimale senza dare ascolto al grido del mondo? San Paolo nella sua Prima Lettera ai Corinzi dice: «Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?» (3,16). Poi aggiunge: «se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme» (12,26). Allora, come iniziare l’itinerario quaresimale quando diverse membra dell’unico corpo, nel corso del tempo umanamente inteso, sono distrutte in diverse parti del mondo, particolarmente in questo momento in Ucraina, ma anche in Mali, in Camerun, in Ciad, etc.? Tutto questo proviene dal cuore dell’uomo non dalla volontà di Dio. Ma questi lontani Paesi sono purtroppo anche i nostri ambienti di vita, di lavoro, di tempo libero. Per questo l’accoglienza, l’invito di Gesù a lasciarci riconciliare con Dio da Gesù Cristo stesso, suo Figlio amatissimo, non può essere passiva. Questo è il messaggio forte del Mercoledì delle Ceneri. In effetti, proprio Gesù ci rivela la disponibilità di Dio a farci l’immenso dono della Riconciliazione. Ciò diventa realtà concreta, se soltanto permettiamo che il nostro cuore accolga il dono di Dio, vale a dire non si chiuda alla sua Misericordia. Solo se il dono della Misericordia di Dio è veramente accolto, inizia il vero cammino di conversione. Parlare di conversione significa dunque ridare il vero senso alla vita, imprimerle una direzione diversa da quella che porta a calpestare da un lato la dignità del fratello o della sorella nell’umanità, dall’altro la fraternità in Cristo Gesù. In altre parole, la conversione porta alla vittoria sulla tentazione del Maligno. Questa vittoria viene celebrata dove i rapporti sono riconciliati, e i diritti di ciascuno tutelati dall’impegno e dai doveri degli altri. Questo è il vero ritorno esistenziale al Signore, operato con tutto il cuore. Questo è il modo migliore di lacerare il cuore (Gioele 2,13). È in questo senso che il Santo Padre nel suo Messaggio ci esorta:«Se è vero che tutta la nostra vita è tempo per seminare il bene, approfittiamo in modo particolare di questa Quaresima per prenderci cura di chi ci è vicino, per farci prossimi a quei fratelli e sorelle che sono feriti sulla strada della vita (cfr Lc 10,25-37). La Quaresima è tempo propizio per cercare, e non evitare, chi è nel bisogno; per chiamare, e non ignorare, chi desidera ascolto e una buona parola; per visitare, e non abbandonare, chi soffre la solitudine. Mettiamo in pratica l’appello a operare il bene verso tutti, prendendoci il tempo per amare i più piccoli e indifesi, gli abbandonati e disprezzati, chi è discriminato ed emarginato (cfr Enc. Fratelli tutti, 193).»

(Riflessione di don Etienne)