fbpx

OTTAVA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».

 Attraverso l’Evangelista, Gesù ci dice che dobbiamo essere consapevoli di commettere regolarmente errori. 
 La parabola del cieco che guida un altro cieco , sembra rivolta ai responsabili della comunità che reputano di essere i detentori della verità e per questo  superiori agli altri. Essi, sono guide cieche, perché non sanno distinguere  l’ispirazione dello Spirito dal loro egocentrismo. Il Maestro Gesù, non impartisce solo lezioni teoriche di vita ma a queste aggiunge una vera e propria TESTIMONIANZA DI VITA!  E’ lui il modello da imitare e seguire  quando arriva il dubbio e la tentazione…soprattutto quella di pensare di farcela da soli! Rischiamo di rimanere ciechi, senza sapere dove andiamo.
Nella parabola della pagliuzza negli occhi dei fratelli, veniamo incoraggiati a guardare loro con apertura totale, senza pregiudizio o peggio ancora giudicandoli senza prima esserci fatti un esame di coscienza.  Gesù ci chiede un atteggiamento di disponibilità  totale verso i fratelli lasciando da parte  la nostra presunzione di superiorità.
Con la parabola dell’albero che dà buoni frutti, dobbiamo capire che  credere veramente in Dio, significa praticare il bene altrui e non l’egoismo. Chi non si impegna ad imitare Gesù, ha il  cuore è sterile….non produce frutti di amore!
Non saremo giudicati attraverso la nostra facciata esterna, ma da cosa c’è dentro il nostro cuore, da quello che esso sà trasmettere.  Ricordiamo….Dio ci conosce e sà cosa c’è dentro ognuno di noi! La Quaresima che ci apprestiamo a vivere ci aiuti a cambiare direzione, senza la pretesa di farcela da soli. Porgiamo durante questo periodo, la nostra mano a Cristo, facciamoci “portare da lui”….allora si, la nostra vita avrà un senso! Buona domenica.

 

CALENDARIO DEL MESE DI MARZO

Eccoci a Marzo! e subito  entriamo nel primo dei TEMPI FORTI di questo 2022: LA QUARESIMA. Questo tempo liturgico ci accompagnerà  tutto il mese,  aiutandoci con i suoi percorsi spirituali,  a riscoprire il valore del nostro battesimo ed il senso del nostro essere “figli di Dio”.  Siamo chiamati a partecipare OGNI VENERDI’ alla celebrazione della VIA CRUCIS,  camminando dietro Gesù lungo la via del Calvario. Siamo invitati a partecipare alla preghiera ininterrotta per 24 ore  (dal 25), davanti a GESU’ EUCARISTIA esposto nelle  ormai tradizionali  “24 ORE PER IL SIGNORE”.  Viviamoli tutti questi momenti, ci aiuteranno ad incontrare  il Signore e riuscire a vederlo anche in coloro che camminano con noi.  Il Calendario, lo trovate come al solito nell’ apposita pagina del sito.

IL NOSTRO VESCOVO, NOMINATO ANCHE A PORTO-S.RUFINA(unita con la nostra Diocesi “in persona Episcopi”)

 

 

Papa Francesco ha nominato vescovo della diocesi suburbicaria di Porto-Santa Rufina monsignor Gianrico Ruzza, vescovo di Civitavecchia-Tarquinia e finora amministratore apostolico di Porto-Santa Rufina, unendo “in persona episcopi” le due diocesi. Lo ha comunicato sabato 12 febbraio la Sala Stampa della Santa Sede e in contemporanea monsignor Ruzza ha dato lettura della lettera di nomina nella curia vescovile di Porto-Santa Rufina.

 «Il cammino intrapreso insieme nei mesi scorsi, dal 5 maggio 2021, ci ha condotti – per volontà di Papa Francesco, cui va il mio pensiero di gratitudine e di piena comunione – a questo giorno. Ora, alla gioia che ho provato in veste di amministratore apostolico al mio ingresso nella nostra Diocesi suburbicaria, si aggiunge la consolazione. Sì, perché, assumendo la pienezza del ministero pastorale di Vescovo tra voi, desidero continuare a valorizzare le tante bellezze e potenzialità che ho potuto scoprire nei mesi scorsi. La consolazione è questa: camminare insieme, nella stagione del percorso solidale, è la scelta più autentica per rinnovare lo slancio missionario e la passione di annunciare il Vangelo del Signore Gesù», ha detto monsignor Ruzza nel messaggio di saluto.

L’espressione latina “in persona episcopi” usata dalla Santa Sede indica che è un unico vescovo ad esercitare il ministero episcopale in due o più diocesi, mentre rimangono inalterate le strutture di ciascuna, come ad esempio le cattedrali, gli uffici di curia e gli organismi di partecipazione.

Papa Francesco ha nominato vescovo della diocesi suburbicaria di Porto-Santa Rufina monsignor Gianrico Ruzza, vescovo di Civitavecchia-Tarquinia e finora amministratore apostolico di Porto-Santa Rufina, unendo “in persona episcopi” le due diocesi. Lo ha comunicato sabato 12 febbraio la Sala Stampa della Santa Sede e in contemporanea monsignor Ruzza ha dato lettura della lettera di nomina nella curia vescovile di Porto-Santa Rufina.

 «Il cammino intrapreso insieme nei mesi scorsi, dal 5 maggio 2021, ci ha condotti – per volontà di Papa Francesco, cui va il mio pensiero di gratitudine e di piena comunione – a questo giorno. Ora, alla gioia che ho provato in veste di amministratore apostolico al mio ingresso nella nostra Diocesi suburbicaria, si aggiunge la consolazione. Sì, perché, assumendo la pienezza del ministero pastorale di Vescovo tra voi, desidero continuare a valorizzare le tante bellezze e potenzialità che ho potuto scoprire nei mesi scorsi. La consolazione è questa: camminare insieme, nella stagione del percorso solidale, è la scelta più autentica per rinnovare lo slancio missionario e la passione di annunciare il Vangelo del Signore Gesù», ha detto monsignor Ruzza nel messaggio di saluto.

L’espressione latina “in persona episcopi” usata dalla Santa Sede indica che è un unico vescovo ad esercitare il ministero episcopale in due o più diocesi, mentre rimangono inalterate le strutture di ciascuna, come ad esempio le cattedrali, gli uffici di curia e gli organismi di partecipazione.

(dalla pagina del sito diocesano)