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Categoria: Articoli

25 dicembre 2022: NATALE DEL SIGNORE

E’ NATALE! “Il Verbo si è fatto carne ed è venuto in mezzo a suoi!..A coloro che lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio.” (Gv. 1, 1-18) Avete letto bene? CI HA DATO IL POTERE DI  DIVENTARE SUOI FIGLI! E’ una grande opportunità che non dobbiamo perdere. Dobbiamo approfittarne con gioia! S.Leone Magno in uno dei suoi discorsi oggi proposti nell’ Ufficio delle letture, scrive: “Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, è venuto per la liberazione di tutti. Esulti il santo, perché si avvicina al premio; gioisca il peccatore, perché gli è offerto il perdono; riprenda coraggio il pagano, perché è chiamato alla vita.” Ce n’è per tutti! Dio non esclude nessuno dalla chiamata ad essere suoi figli e lo fà quotidianamente! Usciamo dall’ ipocrisia di essere “buoni a chiamata” o solo nei giorni di festa. Smettiamola  di ricordarci di Gesù solo il 25 dicembre o nelle altre feste comandate. Gesù Cristo è in mezzo a noi ogni giorno per insegnarcui come amare gli altri, per farci “accorgere dell’ altro” che ci stà accanto con la propria esperienza quotidiana, il quale può o no porgerci la mano per chiederci di camminare assieme, di condividere insieme questa vita, che  è una continua personale e comune CHIAMATA AD ESSERE FIGLI DI DIO… perchè, attenzione: se siamo figli di un unico Dio siamo anche fratelli tra noi! ognuno con i propri limiti e difetti ma tutti chiamati a riscattarci dalle nostre storture le quali travisano l’ essenza vera della vita. Leggiamo come conclude   S. Leone Magno la lettura di oggi: “Ricorda che il prezzo pagato per il tuo riscatto è il sangue di Cristo.” Buon Natale! (FG)

Quarta domenica di Avvento 18 dicembre

Abbiamo acceso l’ ultima candela della corona, tradizionalmente dedicata agli Angeli. Queste creature celesti assumono nella liturgia odierna un ruolo importante: ANNUNCIANO. Si fanno latori di un messaggio importante che Dio ha loro affidato per portarlo a persone  da Lui scelte. Ad una donna ed un uomo “normali” i quali però dalla loro normalità hanno tirato fuori la parte migliore quella cioè di buttarsi, di fidarsi. E’ una decisione che cambierà la loro vita.  Dal loro sì, ne sono scaturiti tanti altri, da altrettante persone “normali”. Pensiamo per un attimo a Paolo,..Saulo fino ad un pò di tempo prima persecutore dei  cristiani, fin quando il Signore  lo fà diventare “apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo,…. per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome.” (2° lettura Rm 1, 1-7). Questo per dire, che tutti siamo chiamati. A ciascuno viene annunciato qualcosa e quel qualcosa,  è destinato a diventare grazia per tutti. Anche noi come Maria e Giuseppe e Paolo e tanti altri che ci hanno preceduto, possiamo ricevere e distribuire grazia! basta fidarsi! basta uscire dalla nostra “normalità” e entrare nella novità che ci annuncia il Vangelo. Un Vangelo dettato da quel “Dio salva” (questo significa Gesù) e da quel “Dio con noi” (questo significa Emmanuele). Dio ci salva se noi lo facciamo stare con noi! Dio sta con noi se passiamo dal  vivere non  solo di parole, ma soprattutto di fatti! (FG)

 

11 dicembre: Terza domenica di Avvento

Non è priva di risposta la domanda che Giovanni, imprigionato, fà a Gesù: Sei Tu quello che aspettiamo o deve venire un altro? Il grande Profeta, lo chiede perchè trovandosi in restrizione, sente solamente, ma non può vedere di persona colui del quale ha profetizzato la venuta. L’ ha sentita dire da coloro che lo vanno  a trovare in carcere.  Gesù gli risponde con la serie di avvenimenti che circondano il suo operato: i morti risuscitano ai ciechi è ridonata la vista e così via come se fossero una prova…Non so se anche a te, come a me, è balzata d’ un tratto davanti agli occhi la propria esperienza di vita. Quel  “sento ma non vedo” è il mio compagno di viaggio. Mi faccio costantemente delle domande se quello in cui credo  è qui, con me. Cerco continuamente le “prove” che mi rassicurino  di non essermi sbagliato. Sento tante voci qua e là…stò in   prigione: quella  della mia vita, che   mi fà solo sentire ma non vedere.  Sento,  la Parola di Dio e aspetto che mi si modelli addosso in modo da poter dire “ho trovato Dio” lui è qui con me! Ma non è così. Quasi ho paura di fidarmi. Ci credo, si! certamente, ma ci vado con i piedi di piombo…Sei tu Signore che mi sei accanto? Anche quando quella tua presenza mi è scomoda? Ti sento o ti ascolto? Non è che per caso le mie angosce, paure e insicurezze mi  bloccano e non mi consentono di muovermi liberamente, per far si che quella Parola  si animi e diventi quel Dio che cerco e aspetto? Consentimi allora, Gesù, di riuscire a capire che tu vieni per condividere con me la mia prigione e  aiutarmi ad  uscirne, perchè la tua presenza mi libera da tutto ciò che è angoscia, paura, rifiuto, disperazione.  Se capita così anche a te, che stai leggendo, allora  ripeti con me il ritornello del Salmo di oggi (145): VIENI, SIGNORE, A SALVARCI! (FG)

8 DICEMBRE: IMMACOLATA CONCEZIONE

Due donne ci accompagnano quest’ oggi  nella sequenza della Liturgia della Parola.  Nella prima lettura dal libro della Genesi 3, 9-15.20 c’è EVA la quale provoca la frattura tra Dio e l’essere da Lui creato. Nel Vangelo di Luca al cap. 1, 26-38 ci viene raccontata l’esperienza di un’ altra donna, MARIA, chiamata a essere la madre di colui che doveva “riparare” questa frattura. Eva e Maria, le due faccie della nostra vita, le due strade che ognuno di noi può intraprendere nel cammino terreno. Cisacuno è chiamato, ad ognuno è rivolta una domanda, viene fatta una proposta. Stà a noi rispondere con la consapevolezza che da quella risposta dipende tutta la nostra vita. Possiamo far finta di niente e fare gli EVA della situazione, oppure rispondere “ECCOMI” come MARIA.  Se risponderemo così,  la nostra esistenza cambierà radicalmente perchè come Maria  accoglieremo il Signore dentro noi, diventeremo “suo tabernacolo”. Anche noi, dicendo “SI”  in maniera convinta, sicura, umile e disponibile, diventeremo in un certo senso un grembo che genera amore, così come Maria dal suo grembo ha generato il DIO FATTO UOMO, AMORE ETERNO. Allora, preghiamo anche noi  quest’ oggi e sempre, con il nostro personalissimo Magnificat non adattato alla nostra vita, ma a quella di colui che ci chiama e che non ha per noi altro programma se non quello di farci promotori del sua Amore in mezzo ai fratelli. Buona Festa.!(FG)