Articoli dell'autore
Ott 01
CALENDARIO OTTOBRE 2026
Cari amici, nella finestra dedicata al CALENDARIO PARROCCHIALE, troverete quello di OTTOBRE dove come sempre, ci sono gli appuntamenti principali in programma. La festa di S. Francesco è resa ancora più solenne perchè a lui è intitolata la nostra Cattedrale e per questo quel giorno ci saranno diverse solenni celebrazioni. Ma poi c’è l’apertura dell’anno catechistico il 18 che coincide con la giornata Missionaria Mondiale e l’ ORDINAZIONE DIACONALE del caro seminarista Robert Istoc il 30. Confidiamo di vedervi numerosi per condividere questi momenti che creano e rinsaldano la nostra comunità cristiana!
Set 19
XXV° domenica del tempo ordinario 20/9/2026
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 20,1-16
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
Oggi vi proponiamo la riflessione del Vescovo di Rieti, Mons. Vito Piccinonna, pubblicata sul sito della stessa Diocesi.
La parabola aiuta tutti coloro che sono nella vigna a ricordare alcune cose: la prima è che la vigna è proprietà del padrone e di nessun altro; al padrone la vigna sta a cuore più di quanto ne stia a me; c’è posto per tutti nella vigna. È il padrone che decide chi inviare a lavorare nella vigna e quando vuole lui. I “primi” dimenticano che è un onore lavorare e aver lavorato “fin dal mattino” nella vigna. I “primi” dimenticano che il padrone è “giusto”, ma stiamo parlando di giustizie diverse per cui, a ragione, potremmo dire che Dio è “ingiusto”. Le sue vie non corrispondono alle nostre. (E meno male!). Agli “ultimi” viene dato giustamente/ingiustamente lo stesso salario dei primi e i primi non accettano lo stesso trattamento (nemmeno pretendono di più, ma a loro dà fastidio essere messi alla pari…). Personificano al meglio questo aspetto i due figli della parabola del Padre misericordioso (Lc 15). Il vero peccato è non saper gioire del ritorno a casa dell’ultimo, di chi l’ha fatta grossa, di chi “non merita”, di chi la vita se l’è goduta “mentre noi siamo stati qui per anni a dare tutte le nostre energie…”. Il Vangelo è la bella notizia di un ladrone che ai supplementari, ruba il Cielo entrandoci come primo cittadino. Il buon Dio ci ricordi l’essenziale per non stare sulla porta delle chiese a fare i conti, a valutare gli operai. A questo ci pensi il padrone. La vigna deve portare frutti, perciò va coltivata al meglio e con tutte le forze possibili. Tanti aspettano i frutti della vigna, “frutti buoni per la speranza del mondo”. Diamoci da fare soprattutto non dimentichiamo di far nostra l’ossessione del padrone della vigna, di Dio stesso: “cominciare dagli ultimi”, dai più piccoli, da chi non conta … Buona domenica a tutti!
Set 06
XXIII° domenica del tempo ordinario
Dal Vangelo secondo Matteo – Mt 18,15-20
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
Nel Vangelo di oggi Gesù ci parla della correzione fraterna: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo» (Mt 18,15).
Gesù ci insegna che correggere un fratello non significa giudicarlo o umiliarlo, ma volergli bene e desiderare il suo bene. Per questo ci invita prima di tutto a parlargli personalmente, con rispetto e carità, evitando il pettegolezzo e la condanna.
E poi ci ricorda una cosa ancora più importante: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,20).
La vera correzione fraterna, allora, nasce dalla presenza di Cristo: non dal desiderio di avere ragione, ma dal desiderio di ricostruire la comunione.
Chiediamo al Signore un cuore umile: capace di correggere con amore e, soprattutto, capace di lasciarsi correggere con altrettanto amore.



