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Domenica 20 marzo: TERZA DOMENICA DI QUARESIMA. “Della conversione.”

Lc. 13, 1-9 : “Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.”

Anche oggi Gesù ci invita alla conversione.  Questo  invito, dovremmo invece prenderlo come un richiamo forte e impegnarci sul  serio a cambiare rotta e convergere verso un qualcosa di diverso che ci cambi  in meglio. Non  dobbiamo credere che ci siano vie intermedie tra una vita convertita al Vangelo e una vita non convertita.  Invece di lamentarci del passato e di preoccuparci per il futuro dovrebbe catturarci  la bellezza di vivere il presente.  Un presente dove sappiamo che al di là di ogni nostro rifiuto, Gecù  rinnova sempre la possibilità di migliorarci nel Suo amore.  Le nostre giornate,  “brutte o belle”  non sono tali  perchè   Lui  gli fà prendere una certa piega. Siamo noi con la libertà   donataci, a doverle gestire in modo che siano fruttuose e profonde, con un quotidiano desiderio  di conoscerlo  e di entrare in relazione con Lui.  Incrociare il Suo sguardo quotidianamente ci aiuta a convertirci e salvarci. La conversione è  modifica di comportamenti,  trasformazione del pensiero, un modo  nuovo di interpretare la vita. “Il fico che non dà frutti andrebbe tagliato”… e non dobbiamo essere come quel fico! Gesù lo concima quotidianamente,  a noi il compito di acquisirne i benifici,  a noi la responsabilità di…non essiccare e venire tagliati. Fabrizio Giannini

Seconda domenica di Quaresima: “la Trasfigurazione”

“In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. E mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante.”  Lc 9, 28-29

Il cammino quaresimale è iniziato da poco. Sentiamoci anche noi “presi” da Gesù e portati sul monte. La salita non è facile, ma c’è con noi il Maestro. Lui non ci lascia soli, non ci abbandona. A volte, come i tre apostoli, non riusciamo a capirlo, siamo tentati dal sonno. Ma Gesù non procede da solo. “Non è un eroe solitario”. Vuole farci fare un’esperienza trasfigurante. Vuole farci entrare nella preghiera con lui.
Scrive l’evangelista che “mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante”. Era tale il mutamento del volto che ebbe riflesso anche nelle vesti. Quel giorno la preghiera fu particolarmente intensa. Gli apostoli rimangono come storditi e Pietro fa una proposta strana: vorrebbe rimanere lì sul monte per sempre. Tuttavia, in quell’evento meraviglioso non manca una nube che li avvolge e li riempie di paura. Sarà solo Gesù che li salva con la sua presenza di luce. Così avviene sempre per noi: nei momenti duri, nel dubbio, nel dolore Gesù può trasfigurarci. “E’ la rottura del limite, è contemplare quanto è buono il Signore”. (Sr. Curti)

Prima domenica di Quaresima

Leggevo un’ intenzione della preghiera dei fedeli di questa domenica che dice così: “Perché sappiamo sempre credere nella forza dell’unione che c’è tra noi e Te, più stabile delle distrazioni che comportano le tentazioni del momento.” Credere nella forza dell’ unione tra noi e Dio. Penso sia questo che ci manca. Perchè la condivisione vera, se pur libera, del nostro quotidiano con il Signore, ci tiene lontani dalle distrazioni le quali, come cita giustamente l’ orazione, ci portano alle tentazioni. Le distrazioni del quotidiano non mi permettono di proclamare: «Gesù è il Signore!» e mi chiedo,  “credo veramente che Dio lo ha risuscitato dai morti? Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza, lo dice Paolo nella seconda lettura di oggi (Rm. 10, 8-13).  E’  questione di testimoniare la  convinzione che quell’ uomo-Dio appeso allo  scandalo della croce, mi ha salvato perchè mi ama a dismisura. Con questa certezza le  mie distrazioni non possono deviarmi. Quella croce non può essere solo un orpello da esporre in casa ed essere dimenticato. Da colui che lì è appeso, parte la domanda: “Vuoi essere unito a me?” e su quel motivo mi viene fatta anche  un’ altra domanda (questa volta da Paolo Rm 8,35.37-39 ) “chi ti separerà dall’ amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?…il non aver ceduto alla tentazione deve riuscire a farmi dire con Paolo: “Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarmi dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.” E allora l’ augurio per un buon cammino quaresimale, lo riprendo dall’ orazione  conclusiva della preghiera dei fedeli che ho citato all’ inizio: “O Padre, tu sei l’unico Signore che lascia liberi i suoi servitori, aiutaci a non cercare gloria lontano da te per trovare poi solo catene e disperazione.”  F. Giannini

QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA

Come intraprendere il cammino quaresimale senza dare ascolto al grido del mondo? San Paolo nella sua Prima Lettera ai Corinzi dice: «Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?» (3,16). Poi aggiunge: «se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme» (12,26). Allora, come iniziare l’itinerario quaresimale quando diverse membra dell’unico corpo, nel corso del tempo umanamente inteso, sono distrutte in diverse parti del mondo, particolarmente in questo momento in Ucraina, ma anche in Mali, in Camerun, in Ciad, etc.? Tutto questo proviene dal cuore dell’uomo non dalla volontà di Dio. Ma questi lontani Paesi sono purtroppo anche i nostri ambienti di vita, di lavoro, di tempo libero. Per questo l’accoglienza, l’invito di Gesù a lasciarci riconciliare con Dio da Gesù Cristo stesso, suo Figlio amatissimo, non può essere passiva. Questo è il messaggio forte del Mercoledì delle Ceneri. In effetti, proprio Gesù ci rivela la disponibilità di Dio a farci l’immenso dono della Riconciliazione. Ciò diventa realtà concreta, se soltanto permettiamo che il nostro cuore accolga il dono di Dio, vale a dire non si chiuda alla sua Misericordia. Solo se il dono della Misericordia di Dio è veramente accolto, inizia il vero cammino di conversione. Parlare di conversione significa dunque ridare il vero senso alla vita, imprimerle una direzione diversa da quella che porta a calpestare da un lato la dignità del fratello o della sorella nell’umanità, dall’altro la fraternità in Cristo Gesù. In altre parole, la conversione porta alla vittoria sulla tentazione del Maligno. Questa vittoria viene celebrata dove i rapporti sono riconciliati, e i diritti di ciascuno tutelati dall’impegno e dai doveri degli altri. Questo è il vero ritorno esistenziale al Signore, operato con tutto il cuore. Questo è il modo migliore di lacerare il cuore (Gioele 2,13). È in questo senso che il Santo Padre nel suo Messaggio ci esorta:«Se è vero che tutta la nostra vita è tempo per seminare il bene, approfittiamo in modo particolare di questa Quaresima per prenderci cura di chi ci è vicino, per farci prossimi a quei fratelli e sorelle che sono feriti sulla strada della vita (cfr Lc 10,25-37). La Quaresima è tempo propizio per cercare, e non evitare, chi è nel bisogno; per chiamare, e non ignorare, chi desidera ascolto e una buona parola; per visitare, e non abbandonare, chi soffre la solitudine. Mettiamo in pratica l’appello a operare il bene verso tutti, prendendoci il tempo per amare i più piccoli e indifesi, gli abbandonati e disprezzati, chi è discriminato ed emarginato (cfr Enc. Fratelli tutti, 193).»

(Riflessione di don Etienne)